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L'esistenza è data all'uomo perchè egli la possa trasfigurare - Zorba's World
sabato, 10 ottobre 2009
PENSIERI SPARSI. The Waves.



I’ll get away, get in the car

I’ll reach the shore before sunrise

And I’ll watch the moon and stars

I’ll tell them everything about us



(Me ne andrò via , salirò in macchina

Raggiungerò la spiaggia prima dell'alba

E guarderò la luna e le stelle

Io gli dirò tutto su di noi)

 

Ci sono parole che non si possono dire, storie che non posso ancora permettermi di raccontare.

Universi che vorrei poter sondare, ma che non si trovano a portata di mano per poterlo fare. L’alternarsi del sole e della notte hanno fatto viaggiare la mia mente su quei momenti fugaci che sono intercorsi tra di noi, e su molti altri che per quanto mi metta correre col pensiero non so se potrò mai raggiungere.

Questo mi scatena dentro la malinconia, la mancanza di avere una chance e provare vedere il mondo con i tuoi occhi, seguire la scia di quella strada, la tua, che a malapena ho incrociato ma che ha costruito dentro me una profonda galleria.

Restano solo i sogni che cullano tutto il resto, che non possiamo reprimere nonostante tutte le ragioni che chiunque può addurre tra di noi.








I left last night

I reached the shore

Trying to find everything I lost

In a thousand waves

A million waves

Still, somewhere I am sure



That I will see your face

I will see you there

(Sono andata via ieri sera

Ho raggiunto la spiaggia

Cercando di trovare tutto ciò che ho perso

In mille onde

Un milione di onde

Ancora, in qualche luogo sono sicura



Che io rivedrò il tuo viso

Ti vedrò lì)





Svegliarsi dal sogno senza poter toccare quello che desideri, perdere quella quotidianità che vorresti sperimentare, sorridere per rendere felice chi del tuo sorriso vive, e perdersi sugli occhi azzurro mare che canta storie di isole e tramonti ancora inesplorati.

Il mio tocco, il tuo tocco, pelli che scivolano tra loro come quella notte in cui tutto si compieva con naturalezza e semplicità, mentre poi sotto l’acqua la poesia comunicava con le labbra abbracciate, senza perdere l’odore di quanto era appena trascorso.

Tutto è diverso ora, in un momento in cui la lontananza scolora le sensazioni per lasciar tracimare la nostalgia di tante cose non dette o non fatte nel modo giusto.

E il sentimento, che nasce lento, e ti fa dire quello che da tanto non riesci più a dire, e sentire che lo stesso ti avvolge di calore, calore che appartiene soltanto a te.

Quello che rimane è solo una speranza.

Quella che la parola fine non esista.



Morning sun

Before you will rise

Before you’ll come and shine again on us

Let me find, let me find, let me find



Some comfort in the night

Cause I didn’t find what I’ve lost

I’ve reached the shore

And nothing ever changed

In a thousand waves

A million waves

Oh still I look for love



(Sole del mattino

Prima che tu sorga

Prima di venire e splendere di nuovo su di noi

Lasciami trovare , lasciami trovare

Un po’ di conforto nella notte

Perché io non ho trovato ciò che ho perso

Ho raggiunto la spiaggia

E niente cambiò

In mille onde

In un milione di onde

Oh , Io sto cercando l’amore)

Oggi mi prenderò il mio tempo, per lasciarmi navigare in tutti quei pensieri che sogno, in quel destino che forse non per forza ci farà vivere separati per sempre, in tutte quelle piccole cose che ancora non abbiamo vissuto.

Sono salito su quel treno il cui viaggio non si può conoscere, sono salito su un vagone dove non c’è nessuno, ma non ha importanza questo, perché quello che mi sta bene e avere tutto il tempo del mondo per poter pensare, per poter raggiungere quella dimensione e rivederti.

I miei occhi si fissano su questa spiaggia, oltre la quale ci sono altri paesaggi, colline, montagne, altipiani e città, dove tu osservi dall’altra parte la mia direzione.

L’unico desiderio sarebbe quello di poter volare, attraversare tutto questo solo per poterti riabbracciare, un’altra volta … ancora.



And all I see is your face

So I come back home to you



I bleed but I’m choosing you again

I’m done but I’m ready to begin



(E tutto quello che vedo è il tuo viso

Così io ritorno a casa da te



Io sanguino ma sto scegliendo te di nuovo

Sono sfatta, ma pronta per cominciare
)

 

Pepe y Paco. Sólo para ellos.

 

ON AIR: ELISA – “THE WAVES”


Zorba

Graffiato in caccia notturna da: ZorbaTheCat alle ore ottobre 10, 2009 12:16 | link | commenti (1) | Categoria: flussi di coscienza, racconto, dedica, appunti di vita gaya
mercoledì, 09 settembre 2009
Pensieri Sparsi. COME FOGLIE.


E’ piovuto il caldo

Ha squarciato il cielo

Dicono sia colpa di un’estate come non mai

Piove e intanto penso

Ha quest’acqua un senso

Parla di un rumore

Prima del silenzio e poi…



Le cose virano in ogni caso.


Non si può mai essere appieno realizzati o tranquilli, soprattutto quando si deve aspettare un esito, o qualunque cosa, come se dovesse piovere dal cielo, come se si avesse la certezza che potrebbe cambiare tutto. Ed in qualche caso CAMBIA TUTTO.


E la verità .. quella continua a variare, ingigantirsi. In base a quello che portiamo dentro, in base a chi la ritrova. Essa è suscettibile di modificarsi, in base alle persone.


A volte mi sembra di non far altro che correre in tondo, mentre qualcuno cerca di afferarmi, anche se spesso non lo fa veramente, ma sa di doverti far pesare che si sta sforzando.


Seguo il sesto senso

Della pioggia il vento

Che mi porti dritta

Dritta a te

Che freddo sentirai





E’ un inverno che è già via da noi

Allora come spieghi

Questa maledetta nostalgia?

Di tremare come foglie e poi

Di cadere al tappeto?


 


La realtà è che un po' tutte le nostre vite restano appese a un filo, perchè in questo treno è molto facile perdere le coincidenze e ritrovarsi dei vagoni indietro, oppure perdere il biglietto e non poterci salire, quando ciò che conta dipende dagli altri.


Ma a volte basta davvero poco per spezzarsi del tutto e abbandonare all'oblio quello che siamo come persone, con la preoccupazione non tanto di dover morire quanto di quello che stai lasciando troppo prematuramente. Contribuisce ad amplificare il senso di colpa, e quello di perdita, di tutte quelle cose che le persone che ami faranno, o non riusciranno a fare, senza di te.


Questa notte abbondono qua una preghierina alla luna


"Non Ancora ... qualche altro passo ... Non lasciarmi andare ancora ..."


D’estate muoio un po’

Aspetto che ritorni l’illusione

Di un’estate che non so…

Quando arriva e quando parte,

Se riparte?


 


Posso solo sputare qualche parola ancora, prima che l'ansia e la stanchezza di un altro giorno mi ottenebri la mente definitivamente.


Non posso dire di cosa avrei bisogno, ma solo pensare a ciò che rischio di perdere e cosa perderà chi mi è accanto.


Se questo treno che è la vita corre comunque così velocemente, io vorrei  scendere lo stesso.


E’ arrivato il tempo

Di lasciare spazio

A chi dice che di tempo

E spazio non ne ho

Dato mai



Zorba


ON AIR: MALIKA AYANE "COME FOGLIE"










Graffiato in caccia notturna da: ZorbaTheCat alle ore settembre 09, 2009 22:29 | link | commenti (4) | Categoria: diario, lettere, flussi di coscienza, vita privata, dedica, appunti di vita gaya, uomini comuni fuori dal comune
domenica, 06 settembre 2009
Harvey Milk

Oggi ho finalmente visto "Milk".


Non sono sicuramente in grado di poter descrivere le emozioni che mi hanno attraversato l'animo in 128 minuti di film. Ma ci sono state quelle emozioni.


E non posso cancellarle.



Nel bene o nel male mi sono sentito un po' più cosciente di dove siamo, dopo averlo visto.


Ma l'autocoscienza non basta, soprattutto in questa Italia che politicamente continua a chiudere gli occhi e a scuotere la testa.


Anche noi abbiamo forse bisogno di un Harvey Milk.


Urgentemente.


 


Zorba

Graffiato in caccia notturna da: ZorbaTheCat alle ore settembre 06, 2009 21:03 | link | commenti | Categoria: cultura gay, appunti di vita gaya, uomini comuni fuori dal comune, attivismo queer
sabato, 08 agosto 2009
Arrivata Ieri via mail .. un po' di riflessione non fa male a nessuno

DIARIO DI UN CANE




Settimana 1:



Oggi, è una settimana che sono nato; che gioia essere arrivato in questo mondo!





Mese 01:



Mia mamma mi accudisce molto bene. E' una mamma esemplare.



Mese 02:





Oggi, sono stato separato dalla mamma. Era molto inquieta e mi ha detto addio con lo sguardo. Speriamo che la mia nuova "famiglia umana" si occupi così bene di me, come l'ha fatto lei.



Mese 04:





Sono cresciuto in fretta, tutto mi attrae e m'interessa. Ci sono parecchi bambini in casa; sono per me, dei "fratellini". Siamo dei monelli, mi tirano la coda e li mordo per giocare.



Mese 05:





Oggi, mi hanno sgridato. La mia padrona mi ha ripreso perchè ho fatto "pipi" dentro in casa, ma non mi avevano mai detto dove dovevo farla. Inoltre, dormo nella "riserva" ........e non protestavo.!



Mese 12:



Oggi ho compiuto un anno. Sono un cane quasi adulto. I miei padroni dicono che sono cresciuto più di

quello che immaginavano.

Ah, come devono essere orgogliosi di me!



Mese 13:

Oggi mi sono sentito molto male. Il mio "fratellino" mi ha preso la mia palla.

Io non prendo mai i suoi giocattoli. Allora, me la volevo riprendere.

Ma le mie mascelle sono diventate troppo forti e l'ho ferito senza volerlo. Dopo la paura, mi hanno incatenato; non posso quasi più vedere il sole. Dicono che mi tengono d'occhio, che sono un ingrato.

Non capisco niente di quello che sta succedendo.



Mese 15:



Tutto è diverso........vivo sul balcone. Mi sento molto solo, la mia famiglia non mi ama più. A volte dimenticano che ho fame e sete. Quando piove, non ho un tetto dove ripararmi.



Mese 16:



Oggi mi hanno fatto scendere dal balcone. Ero certo che la mia

famiglia mi avesse perdonato; ero così contento che saltavo dalla gioia. La mia coda si muoveva in tutti i sensi. Oltretutto mi hanno portato con loro per una passeggiata. Abbiamo preso la direzione dell'autostrada e di colpo, si sono fermati. Hanno aperto la portiera dell'auto e sono sceso tutto contento, credendo che stavamo per trascorrere la giornata in campagna. Non ho capito perchè hanno richiuso la portiera e sono partiti. " Ehi, aspettate! mi state dimenticando!.........mi sono messo a correre dietro l'auto con tutte le mie forze. La mia angoscia aumentava quando mi accorgevo che stavo per svenire e.....non si ermavano: mi avevano dimenticato.



Mese 17:

Ho tentato invano di ritrovare la strada per casa "mia". Mi sento e mi sono perso.

Sul mio cammino, trovo persone di buon cuore che mi guardano con tristezza e mi danno un pò da mangiare. Li ringrazio con lo sguardo e dal profondo del mio cuore. Mi piacerebbe che mi adottassero; sarei leale e fedele come nessuno al mondo. Ma dicono solo "povero, piccolo cagnolino", si sarà perso!!!!!!!!!



Mese 18:



Qualche giorno fà, sono passato davanti a una scuola e ho visto tanti bambini e giovani come i miei "fratellini". Mi sono avvicinato e un gruppetto, ridendo, mi ha lanciato una pioggia di sassi per

"vedere chi aveva la mira migliore". Una della pietre mi ha rovinato un occhio e da quel

giorno non ci vedo più, da quella parte.



Mese 19:

non ci crederete, ma la gente aveva maggiore pietà per me quando ero più bello. Adesso sono molto magro, il mio aspetto è cambiato. Ho perso un occhio e la gente mi fa scappare a colpi di scopa quando provo a trovare un piccolo riparo all'ombra.



Mese 20:

Non mi muovo quasi più. Oggi, tentando di attraversare la strada dove circolano

le auto, mi hanno preso sotto. Pensavo di essere al sicuro in quel luogo chiamato fosso, ma non dimenticherò mai lo sguardo soddisfatto dell'autista che si è addirittura buttato di lato per schiacciarmi.

Almeno mi avesse ucciso. Ma mi ha solamente rotto l'anca.

Il dolore è terribile, le mie zampe dietro non reagiscono più e mi sono issato con molta difficoltà, verso un pò d'erba ai lati della strada.



Mese 21:

Sono 10 giorni che sto sotto il sole, la pioggia, senza mangiare. Non mi posso muovere. Il

dolore è insopportabile. Mi sento molto male; è un luogo umido e direi che il mio pelo sta cadendo.

La gente passa, nemmeno mi vedono, altri dicono "non ti avvicinare".

Sono quasi incosciente, ma una forza strana mi fa aprire gli occhi......

la dolcezza della sua voce mi ha fatto reagire. Lei diceva" povero piccolo cane, in che stato ti

hanno ridotto"......con lei c'era un signore con una veste bianca, mi ha toccato e ha detto "mi dispiace, cara signora, ma questo cane è incurabile, è meglio mettere fine alle sue sofferenze". La signora gentile si è messa a piangere ma ha approvato.

Non so come, ma ho mosso la coda e l'ho guardato, ringraziandolo per aiutarmi a trovare finalmente riposo. Ho sentito solo la puntura della siringa e mi sono addormentato per sempre chiedendomi perchè

fossi nato se nessuno mi voleva.





La soluzione non è di buttare un cane sulla strada ma di educarlo. Non trasformare in un

problema una compagnia fedele. Aiuta a fare prendere coscienza e a mettere fine al problema dei cani abbandonati.

Se cancelli questo messaggio senza inviarlo ai tuoi amici, sei senza cuore e non ne capisci niente di

animali.

Invia questa mail a tante, a più persone che puoi. Non ti costa niente!!!!! Non fai più fatica di

quando trasferisci una barzelletta o delle foto. Ma avrai dedicato un attimo del tuo tempo a un animale, agli animali che ci amano tanto senza chiedere nulla. Ti saranno riconoscenti e il tuo cuore sarà sereno.

Graffiato in caccia notturna da: ZorbaTheCat alle ore agosto 08, 2009 19:49 | link | commenti (2) | Categoria: diario, lettere, letture, flussi di coscienza, racconto, dedica, appunti di vita gaya
mercoledì, 05 agosto 2009
Gay Pride

La notte tra il 27 e il 28 Giugno 1969 si fanno risalire i cd "Moti di Stonewall", quando, a seguito dell'ennesima retata da parte delle forze dell'Ordine Newyorkesi nel bar Gay "Stonewall Inn", gli avventori del bar si ribellarono contro gli ennesimi soprusi a carico delle persone omosessuali della città con una vera e propria rivolta che in quella notte mise la polizia in fuga e che perdurò nella zona per diversi giorni.  Gay Pride significa in primo luogo ricordo di quelle persone che per la prima volta hanno avuto il coraggio di lottare per i propri diritti negati. Gay Pride poi significa festa, manifestare per i propri diritti ma anche festeggiare il fatto che noi omosessuali esistiamo, e facciamo sentire la nostra voce.


Quando si parla di Pride Parade in Italia, il pensiero corre, anzi scorre spesso a tutti gli eccessi (e i davvero pochi in realtà) che i media o gli ecclesiastici raccontano, quasi se per le vie della città sfilasse l'intero inferno con indicibili immagini. Eppure questi eccessi, che davvero ci sono, ma che sono infinitesimali, (anche perchè un eccesso secondo i ben pensanti sarebbero le transessuali) quasi scompaiono di fronte a una moltitudine che sfila tra canzoni o slogan, solo perchè ancora c'è bisogno di ricordare e rivendicare il diritto alla tutela della propria identità innata e naturale. Quella di omossessuale.


L'ultimo Pride nazionale italiano si è svolto a Genova a fine Giugno, con la partecipazione di circa 20 carri e almeno 200.000 manifestanti provenienti da tutta Italia


. Una manifestazione sobria più che mai. E i media infatti non ne hanno parlato.


Chissà poi perchè ...


Posto qui un po' di istantanee dell'evento. Giusto per il diritto sacrosanto dell'informazione.















Zorba

Graffiato in caccia notturna da: ZorbaTheCat alle ore agosto 05, 2009 21:00 | link | commenti (4) | Categoria: cultura gay, appunti di vita gaya, uomini comuni fuori dal comune, attivismo queer
sabato, 04 luglio 2009
8 ANNI SU DI NOI

" Se stasera vengo a prenderti tu cosa mi dai in cambio?"




03/07/2001




Questo forse è stato l'inizio di ogni cosa tra di noi. Mi ricordo prefettamente quel giorno ... L'emozione che avevo addoso nel leggere le tue parole, la paura e l'anzia di non essere come tu mi pensavi e di non corrispondere le tue aspettative, il non credere che la persona di cui mi ero innamorato fin dal primo giorno in cui ti avevo visto tra mille altri desiderasse me ...




Ricordo il tuo odore, le tue mani che mi spogliavano e il mio sentirmi impacciato ...




Io non ho dimenticato nulla.




E sono qui, ora, ad otto anni di distanza, che ancora mi trattengo a pensarci.




Volevo solo dirtelo.




Forse sono un po' più cresciuto da allora, ma quell'emozione, quella passione, quel tutto che meravigliosamente ti appartiene, vive ancora dentro di me.




Ti amo ...




e ti amerò sempre




03/07/2009                                                                                           Frà




PS: Auguri!!




Zorba




 







Graffiato in caccia notturna da: ZorbaTheCat alle ore luglio 04, 2009 18:48 | link | commenti (4) | Categoria: lettere, vita privata, dedica, appunti di vita gaya, uomini comuni fuori dal comune
domenica, 17 maggio 2009
Sondaggio

Apprendo oggi che il Sole 24 Ore ha pubblicato via web un nuovo sondaggio sul matrimonio per le persone dello stesso sesso. Io ho appena votato, ed i risultati che ne emergono sembrerebbero  confortanti.


Questo è il link .


Inutile consigliarvi di farci una capatina.


Buona Domenica a tutti!


A presto!


Zorba

Graffiato in caccia notturna da: ZorbaTheCat alle ore maggio 17, 2009 13:24 | link | commenti (4) | Categoria: politici, matrimonio, attivismo queer
lunedì, 13 aprile 2009
Pensieri Sparsi. REMEDIOS




Remedios, niña pequeña, chiquita, hermosa, preciosa



Linda niñita quedada así, sentada en la orilla del mar



y las manos llenas de perla
s



 



Tra le braccia dei sogni ho fatto un lungo viaggio per arrivare fino a qua, ma da quel momento in poi potrei dire con certezza che darei qualsiasi cosa per poterci tornare, almeno una volta ancora, tra i mari splendenti e le verdi colline di questo paesaggio che un po’ sa di selvaggio ma che dentro racchiude millenarie civiltà.



L’acqua fresca pervade ogni senso delle dita e il profumo esistente è solamente quello dell’erba accarezzata dal sole e dal vento che si susseguono giorno per giorno, in questa terra immaginaria dove ciascuno ha un ruolo e collabora insieme a perseguire lo scopo.



Stringi forte la mia mano, perché desidero portarti da quelle parti.







El sol en tu frente y en la sonrisa



blanca orquidea, alma y paloma



y la alegría, tú cantas consuelo,



tú cantas esperanza, tú cantas Remedios ..



 



Bambini e padri corrono liberi per le spiagge assolate, tra cespugli di oleandro e palme, nella quiete tutto si muove alla ricerca dello stesso movimento, e non importa se tutto questo abbia senso se lì non esiste inganno e preoccupazione per il domani. Nel cielo è costante l’arcobaleno mentre si accoglie con la medesima gioia la pioggia, e da queste parti la gente non ha bisogno di fingere tolleranze per non scontentare le cose evidenti, non c’è nessuno che sente malinconia o gelosia, e soprattutto in questo sogno gli abitanti di questo posto non conoscono la discriminazione e la violenza perché agli esuli o ai visitatori fanno lasciare etichette o categorie all’ingresso, in quarantena, affinché nessuno possa ricordarsi della crudeltà della natura umana.







Espera que un día yo pueda decirte:



"te quiero pequeña, chiquita, preciosa,



hermosa, piccola, piccola, piccola, piccola, pico, pico, pico..."



 



Ed ogni notte brillano le stelle tra i falò che fa quella gente, e tutti nudi si corre al mare per ringraziare di un nuovo giorno, senza ritegno e senza vergogna, non esiste imbarazzo sul proprio aspetto o su come si ama, e durante la notte in spiaggia si danza, un canto libero si leva su al cielo, tra angeli e fauni si ride e si scherza rincorrendo le ore che fuggono al mattino, cavalcando centauri e corteggiando libellule tra quella gente non si vede colore, e nel tuo cuore non esiste distinzione, ma voglia di amare e di non tornare più.. lì dove dobbiamo lottare per poter andare per strada la sera senza aspettarsi qualche altra chimera, senza nascondersi o vergognare, lì dove a noi quasi è proibito andare.







Tu historia, una vez, nos la contó,



dios, tu hermanito con su guitarra,



tú estabas dormida baja la luna,



tú estabas feliz, pequeña Remedios,



espera que un día yo pueda decirte:



"te quiero, pequeña, chiquita, preciosa niñita,



 piccola, piccola, piccola, pico, pico, pico, pico



piccola mia..."



 



E sono felice che tu mi abbia seguito, tra le code di gatti che ci indicano la via, io ho voluto soltanto farti vedere, che alla fine è facile poter credere che non bisogna mai rinunciare a rendere migliore qualcosa anche quando la luna si macchia di sangue e dolore, e il buio rimane per tutti noi l’unica soluzione per non soffrire e per non patire le vessazioni di quelli che ancora ci dicono che è sbagliato sentire emozioni ed amare solo perché per loro è anormale. E ora ti saluto mia piccola stella, io devo andare avanti e continuare a cercare, quel posto dove tutto questo possa ancora accadere, quel posto dove io e te ci possiamo incontrare.







El sol en tu frente y en la sonrisa,



blanca orguidea, alma y paloma



y la alegría, tú cantas consuelo,



tú cantas esperanza, tú cantas remedios



espera que un día yo pueda decirte:



"te quiero, pequeña, chiquita, preciosa,



hermos, piccola, piccola, piccola,



piccola, pico, pico, pico..."



 



DEDICATO A TUTTI QUELLI CHE ANCORA, OGGI NON HANNO SMESSO DI CREDERE, E DEDICATO A MIA FIGLIA, CON LA PROMESSA CHE PRIMA O POI POTRO’ INCONTRARLA E DARLE UN NOME …



 



 



 



La la la la – la, la la la la-laa …



La la la la-la , la la la la-laà ..






Zorba
Graffiato in caccia notturna da: ZorbaTheCat alle ore aprile 13, 2009 20:23 | link | commenti (3) | Categoria: poesia, diario, lettere, flussi di coscienza, racconto, dedica, matrimonio, cultura gay, appunti di vita gaya, attivismo queer
lunedì, 23 febbraio 2009
UNA CRITICA SUI NOSTRI TEMPI

Siti, nelle sue 425 pagine del libro "Troppi Paradisi" affronta a mio parere con diretta coscienza e critica i mali del nostro tempo. E tutto viene dal quel mondo ovattato, a volte edulcorato, dei retroscena televesivi di cui il protagonista è fan e curioso. Ma questo alla fine è solo il contesto. Il  libro parla di Walter, un docente di circa 63 anni che vive una relazione pluriennale con Sergio, più giovane di lui e da lui trattato come un figlio, il quale lavora come autore per la televisione. La loro relazione ha valicato i confini del tempo, in essa, stante quanto detto, non c'è più amore ma abitudine, reciproco rispetto e affetto. Walter è il menore, Sergio il figlio devoto. Tutto questo porterà l'autore/protagonista a trovare al di fuori della coppia convenzionale una parte di sè stesso che non riceve più da Sergio, dedicandosi ad amare escort muscolosi e bellissimi di cui puntualmente si invaghisce ma che poi perde. Finchè nella sua vita non entra Marcello, il culturista "coatto" e statuario, quasi giunonico, per il quale perderà definitivamente la testa, il proprio denaro e il proprio orgoglio.









In  una finta/reale autobiografia dove i personaggi si corrispondono alla vita reale rispecchiandosi, l'autore svela ciò che si cela dietro il velo ingannevole dell'etere, mantenendosene tuttavia, da studioso, equidistante per lasciarne trarre al lettore le proprie personali opinioni, e nel cntempo analizza i rapporti di coppia, che, quando diventano "stanchi", sebbene non si voglia intenzionalmente, cercano altre strade, passionali, cerebrali e affettive, proprio per mantenersi in piedi.


 






WALTER SITI "TROPPI PARADISI". ED. EINAUDI

Graffiato in caccia notturna da: ZorbaTheCat alle ore febbraio 23, 2009 12:22 | link | commenti (13) | Categoria: letture, cultura gay, appunti di vita gaya
giovedì, 12 febbraio 2009
Pensieri Sparsi. CHANGE.
Se venissi a sapere che oggi potresti morire ,

avendo visto la faccia di Dio e il vero volto dell'amore,

Cambieresti?

Cambieresti?



Se sapessi che l'amore può spaccarti il cuore

che quando tocchi il fondo non puoi cadere più in basso,

Cambieresti?

Cambieresti?

 

Il Tempo scorre.

E non è una novità, questo già lo si sapeva. Ma come ogni volta mi ritrovo qua a scriverci, su, il periodo sempre lo stesso, in cui sento di dover fare bilanci sulla strada percorsa chiedendomi cosa mi rimane dinnanzi.

E sono qui, con mille stati d’animo che si alternano, rotolano, dimenano dentro di me.

Cosa può essere?

Quale strada percorrere?






Se sapessi di rimanere solo,

ritenendo di fare la cosa giusta,ma in realtà sbagliando,

Cambieresti?

Cambieresti?



Se tu avessi la sicurezza di trovare la verità

quella cosa capace di toglierti il dolore e le pene dell'amore

Non Cambieresti?

Non Cambieresti?

 

Un solo Pensiero.

Uno di quelli che distorce irrimediabilmente le percezioni sulla vita e sulla morte. Mai curarsi troppo del domani in favore di un oggi che racchiude in sé piccole e grandi gioie.

Eppure sento che questo 9 finale non mi si addice fino in fondo, perché fino ad ora, le volte passate, è stato quel numero che con sé ha portato molteplici variazioni sul tema di essere, e di prospettiva … Ma sono pronto stavolta ad affrontare tutto questo?






Quanto brutto, quanto bello dev'essere?

Quante perdite? Quanto rammarico?

Che reazione a catena causerebbe un effetto del genere?

Ti fa venire voglia di cambiare,

Ti fa venire voglia di spiegare,

Ti aiuta a perdonare e a dimenticare?

Ti fa cambiare?

Ti fa cambiare?



Sei cosi sicuro e forte da non poter essere piegato?





Sei cosi sicuro che se ti colpisse ne saresti immune?

Se non per le cose belle,per che altro si puo correre il rischio di soffrire?

Perchè correre il rischio?

 

Arriverà lo stesso Domani.

Questa è un’altra di quelle certezze ormai assodate. In passato ho sempre cercato di ritardare questo giorno, anche se magari lo caricavo invero di aspettative ero orientato a fermare il tempo per poter correre più veloce ed evitare la ricorrenza di un altero anno in più sulla carta d’identità.

Ma stavolta è diverso, perché tanto so bene che potrei sbattermi a terra fino a perdere conoscenza che tanto le ore scorrerebbero uguale.. ed è un miracolo che nessuno penso possa realizzare per me.

Stavolta penso che sia diverso, perché non ho aspettative su qualcosa di cui non cosa aspettarmi.

E rimango qui, solo ad assistere a tutto questo.






Se tutto cio che credi di sapere

Rendesse la tua vita insopportabile,

Cambieresti?

Non vorresti Cambiarla?



Se volessi cambiare ogni regola e spezzare le catene,

Ed arrivassero dei brutti momenti nella tua vita

non vorresti un cambiamento?







La luna si alzerà lo stesso stanotte, domani il sole e il vento compieranno in ogni caso il loro percorso, ma io non devo sentirmi diverso per questo, perché domani sarà domani.. e io non vorrei mai cambiare nulla di quello che sono e di ciò che fino ad ora ho fatto.

Amerò lo steso chi mi circonda, nel bene o nel male… e non cambierà nulla stavolta.

Io ci credo.






Se vedessi la faccia di dio e dell'amore

Se tu potessi vedere la faccia di dio e dell'amore

Cambieresti?

Cambieresti?

 

 

ON AIR: TRACY CHAPMAN “CHANGE”


Zorba

 

Graffiato in caccia notturna da: ZorbaTheCat alle ore febbraio 12, 2009 13:06 | link | commenti (6) | Categoria: diario, vita privata, appunti di vita gaya
domenica, 08 febbraio 2009
LUTTO

s550185702_4792LUTTO.






OGGI PROTEGGI LA MIA TERRA E' IN LUTTO.




PERCHE' IL DIRITTO DI SCELTA,


 IL DIRITTO DI ESSERE E DI DECIDERE,


 IL DIRITTO ITALIANO E' MORTO.




CON ELUANA.




OGGI E' CHIUSO PER LUTTO.




 

Graffiato in caccia notturna da: ZorbaTheCat alle ore febbraio 08, 2009 15:37 | link | commenti (3) | Categoria: dedica, attivismo queer
martedì, 03 febbraio 2009
*SU DI NOI*
Sto stringendo tra le dita

le parole

che abbiamo scritto

su di Noi.

 

È questa acqua

che sommergendo asciuga

i pensieri del tramonto

 

è la neve

che colora ogni angolo

di un tempo oramai stanco

 

è questa cenere

che disperdendosi raggiunge

le fredde stelle  dell’orizzonte

 

è il buio del cielo

ad allontanare dalle labbra

il siero della costanza

 

Ho bruciato tra le dita

le parole

che abbiamo scritto

su di Noi.


ZORBA

 

Graffiato in caccia notturna da: ZorbaTheCat alle ore febbraio 03, 2009 23:20 | link | commenti (5) | Categoria: poesia, lettere, flussi di coscienza, vita privata, dedica, appunti di vita gaya
lunedì, 26 gennaio 2009
Pensieri Sparsi. IMAGINE.




 




Immagina non ci sia il Paradiso



prova, è facile



Nessun inferno sotto i piedi



Sopra di noi solo il Cielo



Immagina che la gente



viva al presente... 










Chiudere ogni imposta, fare il giro della casa per vedere se ogni cosa si trova al suo posto, un ultima carezza a quella vita che ti ha accompagnato fino a questo momento .. così voglio immaginarti il giorno prima della tua partenza.



Da qualche parte, tempo fa, scrivevo che partire equivale a cambiare … sempre che le braccia siano abbastanza forti da stringere queste nuove esperienze che si promanano innanzi il tuo cammino.



Volevo solo lasciare qualche traccia di questo momento importante per te.



 









Immagina non ci siano paesi



non è difficile



Niente per cui uccidere e morire



e nessuna
religione



Immagina che tutti



vivano la loro vita in pace...












Andar via non è facile, ma nemmeno è la strada più semplice da percorrere per scappare dai problemi. Ma a volte è solamente la speranza quella ce ci guida, speranza di una vita migliore, desiderio di lasciarsi semplicemente indietro tutti gli sfaceli che questo periodo si sono accaniti contro.



Sperare.



Forza motrice della tua partenza, consapevole che lasci uno stato che non ha saputo negli anni curarsi di te, tutelarti e darti quei diritti comuni a tutti quelli che non sono di serie B, come noi.



È un po’ triste pensarci forse, ma scappare a volte rimane l’unica soluzione per porre rimedio a quelle cose che dentro e fuori il nostro piccolo mondo si sfasciano, senza darci la possibilità di pensare come sarebbero andate diversamente le cose …













Immagina un mondo senza possessi



mi chiedo se ci riesci



senza necessità di avidità o fame



La fratellanza tra gli uomini



Immagina tutta le gente



condividere il mondo intero...



 



 



Stringi forte la maniglia prima di chiudere.



Tieniti stretti tutte le cose importanti che ti porterai appresso, soprattutto i ricordi, di te, delle persone care, di noi.. e di tutto quello che io e te in questi anni ci siamo detti, fatti, scambiati.. e come allora ti ripeto: Io non dimentico nulla.



Posso solo augurarti che questo cammino non ti porti così lontano da non poterti raggiungere un giorno.. anche per chi rimane, e per chi ha paura di lasciare tutto di punto in bianco come hai fatto tu.



Infine è questo che ti dico:



trova la tua Casa, mantieniti al caldo e al riparo dagli umidi che corrodono la coscienza e il Giudizio. Cerca di essere felice.



Buon Viaggio .. un abbraccio!



 



Puoi dire che sono un sognatore



ma non sono il solo



Spero che ti unirai anche tu un giorno



e che il mondo diventi uno



 

on air: John Lennon "IMAGINE"


DEDICATA A Jo.



 



Zorba



 



Graffiato in caccia notturna da: ZorbaTheCat alle ore gennaio 26, 2009 22:10 | link | commenti (4) | Categoria: lettere, dedica, appunti di vita gaya, uomini comuni fuori dal comune
martedì, 20 gennaio 2009
SEGRETI DI FAMIGLIA

Rapporti Difficili: Jamie vive alla giornata, barcamenandosi tra lavori saltuari e la sua relazione fissa con Woody, che, al suo contrario, ha improntato la sua vita dedicandola all’affermazione professionale. Ma tutto il castello di belle speranze crolla, non appena Jamie, dalla sua San Francisco, la città che gioco forza lo ha reso prigioniero consenziente, è obbligato a ritornare nel New Jersey per il funerale del padre, un uomo burbero, scontroso, col quale non si parla da anni, da quando lo aveva rinnegato perché il figlio era omosessuale. La morte suscita in Jamie una mal celata irrequietezza, che di colpo lo proietta invecchi dissapori e rinnegazioni che, con lo scorrere degli anni, si tingono di colori insignificanti. Ma ben presto Jamie, per digerire la mancanza del genitore, si butta in un progetto ardito: seguire a ritroso le orme del padre che, senza che lui ne avesse mai fatto menzione, aveva vissuto per ben un anno a San Francisco con compagnie di dubbia identità. Jamie scorderà ogni altra cosa, rischiando di perdere tutto pur di sapere se quell’uomo che prima lo ha generato e poi rifiutato ha vissuto nella sua giovinezza una vita nascosta .. seguendo un amico che forse all’epoca era ben più di questo.. e in questo viaggio Jamie, cercando il padre, ritroverà sé stesso. Di per sé la storia è ben scritta ed è accattivante, rendendo l’autore, Soehnleim, certamente più maturo, ma anche più piacevole.

 

K. M. SOEHNLEIM “POTRAI DIRE CHE MI CONOSCEVI” ED. BALDINI CASTOLDI DALAI

 

 

Pugni nello stomaco: Quando l’amica Tess mi ha regalato questo libro, tanto invano cercato, ho dovuto interrompere ogni altra lettura. “Acquastorta” per me è stata una vera e propria rivelazione. Non sono riuscito a staccarmene mai fino alla fine, e pagina per pagina ho sempre avuto come l’impressione di ricevere dei pugni, parola per parola, emozione su emozione. Non so se sono in grado di spiegarmi meglio. La storia è quella di Giovanni e Salvatore, rispettivamente figlio e impiegato di un boss della camorra. Il loro amore è segreto, e nessuno deve scoprirlo, pena il non ritorno .. in ogni senso. Ma tra i due uomini, nonostante i sotterfugi, gli omicidi, le fughe e il non voler rendersi visibili per quello che amano c’è spazio anche per la tenerezza, l’amore e il desiderio. Ma la Famiglia non deve sapere.. e mai, come nel caso di loro due, essa deve regolare ogni rapporto, chiedendone alla fine i conti. Nemmeno la luna potrà fare qualcosa … essa dovrà soltanto impassibile guardarne l’epilogo.



Scritto con una rara maestria e in forme piacevoli e originali, lo annovero certamente tra le migliori letture da consigliare.



L. R. CARRINO “ACQUASTORTA” – ED. MERIDIANO ZERO



Zorba
Graffiato in caccia notturna da: ZorbaTheCat alle ore gennaio 20, 2009 21:53 | link | commenti (6) | Categoria: letture, cultura gay, appunti di vita gaya
mercoledì, 07 gennaio 2009
Rivelazioni ... (e a Milano nevica)

Zorba odia dover nascondere le cose, ma ancora di più pensa che certe volte ciò sia necessario. E non soltanto perchè c'è chi non le potrebbe capire, ma soprattutto perchè col proprio pensiero divergente cercherebbe di remare contro quello in cui Zorba crede.


Ma certe cose non potranno mai essere nascoste per sempre, quando si è gioiosi, perchè un sogno si realizza, anche quando c'è chi questo sogno non lo accetta e rimane con l'amaro in bocca. Ma la vita deve scorrere avanti, e ciascuno deve difendere le proprie idee. A volte il voler salvaguardare le persone da sofferenze, che possono anche sembrare incomprensibili per rincorre la propria verità, rischia di cagionare qualche danno irreversibile.


Ma Zorba non si pente. Perchè ha amato e ama ancora. Ed è felice di averlo fatto quel salto.


Zorba venerdì pomeriggio atterrerà (forse) a Milano, e spera di poter prima e dopo l'incontro ufficiale (così per mettersi l'animo in pace), di poter conoscere quella città di cui tutti parlano e che non ha mai visto. Avrà forse modo di incontrare qualche amico incontrato in precedenza ... e spera di non rimanere inglobato dalla neve, che pare stia scendendo dal cielo in questi giorni ...


Zorba ama ed è amato. E non è sbagliato farlo.


Zorba

Graffiato in caccia notturna da: ZorbaTheCat alle ore gennaio 07, 2009 22:04 | link | commenti (11) | Categoria: diario, flussi di coscienza, vita privata, appunti di vita gaya
giovedì, 01 gennaio 2009
Auguri a Tutti!


 


Zorba

Graffiato in caccia notturna da: ZorbaTheCat alle ore gennaio 01, 2009 21:24 | link | commenti (8) | Categoria: vita privata, dedica, uomini comuni fuori dal comune
domenica, 28 dicembre 2008
DECEMBER














Preludio



di mezza sera



guardo dalla finestra



il paesaggio imbiancato,



freddo pungente



nel rosa acceso



del crepuscolo.









Il pianoforte suona



una melodia in diesis







(fa#- sol-fa#- do ..)







melanconiche note



di me,



di noi



ancora in amore.







Sonata di dicembre.






Zorba



Graffiato in caccia notturna da: ZorbaTheCat alle ore dicembre 28, 2008 22:20 | link | commenti (11) | Categoria: poesia, matrimonio, appunti di vita gaya, i miei mesi
martedì, 16 dicembre 2008
LA TUA SISSI
Io sono qui.

In piedi, fermo, ad aspettare che la metro passi a prenderci.

Sopra di me c’è scritto “PASING”, la fermata, questa, teatro ancora una volta dei miei pensieri.

Non capisco perché voi altri siate voluti scendere proprio qua.

Ci veniamo ogni volta.

Osservo te e il resto del gruppo che ride e scherza prendendo in giro qualcuno.

E per una volta non si tratta di me.

Ed eccomi qui, con il mio capellino calcato in testa, che ti guardo sottecchi, ma non troppo a lungo, per non farmene accorgere dagli altri.

Abbiamo tutti lo zaino, e tutti sembriamo reduci da qualcosa, una battaglia o una spedizione.

Io sono rosso, a causa del sole che oggi abbiamo preso a POSSENHOFEN.

Eravate in costume nel prato e tu hai persino fatto il bagno nel lago.

Ed io sono rimasto a guardare, cercando di coprire l’eccitazione che in quel momento ho provato.

A me non piace l’acqua, non sono mai riuscito ad appassionarmi. Preferisco passeggiare nella riva, e osservare le barche a vela che passano, o il castello di Sissi che sta alle sue spalle.

Eppure vado al fiume, a volte mi capita di arrivarci da solo, in bici, all’ENGLISCHER GARTEN di percorrere il sentiero dell’EISBACH.

Ogni volta che incontro la zona nudisti rallento, per poter guardare tutti quegli uomini nudi, distesi, che a volte si accarezzano tra loro, come se fosse normale.

Ma di solito, appena sento un rumore, fuggo via, tutto rosso, per non essere beccato da qualcuno che conosco.

Ma so che potendo rimarrei a guardarli per ore.

E mi mischierei tra loro, per provare cosa significhi sentire le carezze di una mano virile.

So bene che questo non potrà mai essere.

Come so che mai potrei incontrarti lì e che tantomeno il mio corpo potrà sentire il tocco del tuo.

 

Vorrei essere lei.

Adesso vi vedo mentre vi abbracciate, il suo treno è arrivato, e la stai baciando prima di lasciarla salire.

Quello che più mi ferisce è quello sguardo che fiorisce tra voi in quei pochissimi istanti.

In esso ritrovo tutto un Universo di simboli che tra noi non esploderà mai.

E’ un’occhiata che non ti ho mai visto in nessun altra occasione, nemmeno nella supplica o nell’adorazione, nel banco, ogni volta che ti serve copiare il mio compito.

Tra voi due è diverso.

Si distilla emozione.

Ed è qualcosa che io non vivrò mai con nessuno.

Sai ieri sera quando ti ho chiamato ho cercato di fingere di essere lei.

Avevo indosso il vestito di mia sorella, un po’ di rossetto, i tacchi e la parrucca bionda, come i suoi capelli.

A casa non c’era nessuno ed io, ascoltando il telefono dare libero, mi muovevo ancheggiando per la stanza, mimando pose plastiche come se tu fossi lì.

“Pronto!” ho sentito finalmente.

Ed io, sculettando, ho iniziato a parlare usando come scusa (la solita!) quella dei compiti o dei capitoli da studiare.

Ogni tanto mi strusciavo sul muro, fingendo che fosse il tuo corpo.

Per me, come ogni volta, è importante sentire la tua voce.

Essa ha la capacità di avvolgermi, di tenermi al caldo e protetto. E’ l’unica cosa che mi consola di quello che tra noi non esiste.

A volte mi chiedo come sia e cosa dica quando fai l’amore con lei, e posso trascorrere intere mezz’ore masturbandomi mentre immagino ogni ottava delle tue tonalità negli amplessi.

 

Ti desidero.

Come desidero ogni uomo bello e maestoso con i giusti attributi.

Ma è dannatamente difficile sentire queste cose a 16 anni, quando sei l’unico in tutto il mondo a provarle.

Perché non si può avere il coraggio di viverle.

Io li vedo, tutti i giorni quegli sguardi di disapprovazione quando una coppia gay passa tranquilla a MARIEN-PLATZ o alla SENDLINGER TOR a mano presa.

Li guardo, ma mi volto subito, per paura che qualcuno di voi capisca la mia invidia, per questo partecipo a volte mentre li deridete tra gli schiamazzi.

Ogni giorno qualcuno viene pestato per quel gesto.

Ed io ho paura di fare quella fine, anche se non ho altra scelta.

A casa si parla di diseredati, a scuola si dice che questo o quello è da checca, in chiesa si insegna che è un peccato, per strada si esclama che è contro natura.

Addirittura il Papa oggi ha parlato di scelta.

Ma io non ho scelto di sentirmi così.

Semplicemente sono, e mi fa paura sapere di essere uno su un milione che non ha il diritto di poter amare un uomo un domani, e che per questo mi devo nascondere.

Forse da grande mi trasferirò a Berlino, lì è più facile e magari troverò un mio coetaneo con cui potrò sposarmi.

Si dice che persino il sindaco sia gay da quelle parti.

Ma non so se è vero.

 

Ciò che è vero è che ti amo.

Ora lei è partita e tu sorridendo stai tornando da noi.

Tra poco prenderemo la S5 per tornare a casa.

Ho sempre ammirato i tuoi denti e la tua bocca.

Contagi il buon umore, ma soprattutto mi fai venir voglia di baciarti, come tu fai con lei.

Ho provato anche oggi l’istinto.

Eravamo seduti nel prato, tutti gli altri erano al bar e tu ti stavi asciugando dopo il bagno.

Ti parlavo del castello che c’era alle nostre spalle, che si dice fosse la residenza estiva preferita da Sissi.

Tu mi ascoltavi, rapito dalla storia.

Ad un certo punto hai detto: “ Allora se è vero che per ogni Franz esiste una Sissi, forse anche io avrò la fortuna di incontrarne una, un giorno di questi!”

Poi hai iniziato a ridere, dando l’input ad un nuovo calvario per me. Avrei voluto incollare le mie labbra alle tue, dirti “ Eccola qua!”.

Ma anche stavolta ho resistito.

Ma non vuol dire che mi faccia meno male.

Di tutta questa costrizione ne soffro, in continuazione.

Ma sono convinto che andrà avanti così, ogni giorno la solita storia:

Stessa fermata, stesso gruppo, medesime condizioni.

Lei che ti abbraccia, tu che la baci.

E poi quello sguardo, che ogni volta mi farà morire.

Continuerò ad invidiarla ma proseguirò nel seguirvi.

Magari un giorno andrò via e sparirò a Berlino, oppure invece, in un futuro non troppo lontano, avrò il coraggio di urlare:

“Guardami Franz!” … e sarò la tua Sissi.
Graffiato in caccia notturna da: ZorbaTheCat alle ore dicembre 16, 2008 17:57 | link | commenti (13) | Categoria: racconto, appunti di vita gaya
giovedì, 11 dicembre 2008
RACCONTIAMOCI


Questo l'ho trovato girando nel web, tra i blog e facebook.


A prescindere dal messaggio pubblicitario correlato mi è sembrato che contenesse delle parole importanti che  mi hanno fatto pensare.


"LOVE FOR ALL"


Quello che sembra mancare, il diritto ad amare senza doversi nascondere, a vivere fuori dal proprio intimo con quei principi inalienabili che ci rendono realmente liberi di poterlo fare ...


Senza addentrarsi nelle lotte, altrettanto importanti, contro le dure parole delle gerarchie ecclesiastiche o contro la censura dei film, ma partendo dal principio. Sono battaglie che vale la pena condurre con sforzi e sanguie, coesi e con la collaborazione di tutti. Ma oggi non volevo parlare di questo.


"LOVE FOR ALL"


Rincorrendo i miei pensieri tra le gocce di pioggia di quest'oggi, mi chiedo se magari non sia arrivata l'ora di uscire fuori davvero e di raccontare le nostre storie, i nostri modus vivendi, raccontare noi, quello che siamo e quanto di quello che siamo è puramente normale ...


E soprattutto prenderci quel diritto negato, essere davvero liberi di amare ... perchè l'amore è di tutti.


E questi miei pensieri rimangono impressi nell'acqua che scivola via, indelebili ...


Sono forse un sognatore?











Da Gay Pics

 


Zorba

Graffiato in caccia notturna da: ZorbaTheCat alle ore dicembre 11, 2008 22:11 | link | commenti (9) | Categoria: matrimonio, cultura gay, appunti di vita gaya, uomini comuni fuori dal comune, attivismo queer
domenica, 07 dicembre 2008
UN'INSOLITA COPPIA
Lansdale ha una capacità innata di catapultare il lettore nel mondo dei suoi racconti, che con semplicità indagano e descrivono i mille volti nascosti di quell’America che non conosciamo e che mai vedremo nei rotocalchi in tv.

America vera, quella del Texas profondo.

Ed è proprio lì che si trovano i due amici, Hap Collins e Leonard Pine. Non hanno nulla in comune, Hap è bianco, democratico, intellettuale e ama le donne, tanto che perde ogni contatto con la realtà in cambio di due belle gambe. Leo è nero, massiccio, repubblicano, ex – marine ed omosessuale, e tra i due e sicuramente il più manesco.

Sono amici da tanto tempo, e nel corso delle loro storie perdono sempre qualcosa, la fidanzata, il compagno, la casa, i soldi.. ma loro alla fine non si perdono mai di vista.  E continuano imperterriti a cacciarsi nei guai ed ad aiutare lo sceriffo di turno a risolvere intricati misteri tra mafia, malavita, prostituzione, gang tra le più disparate e crack finanziari.

L’unico difetto in tutte le storie è sempre il medesimo, viene raccontata ogni cosa dal punto di vista di Hap, spesso quella che è la vita sentimentale di Leo passa sempre in secondo piano nell’avvicendarsi delle esperienze, ma di certo vale la pena seguirne le rocambolesche avventure, e i dialoghi di confronto/scontro tra i due inseparabili amici su cosa sia il sesso e la pratica.

 

Joe R. Lansdale: “Una Stagione selvaggia”, “Mucho Mojo”, “Il Mambo degli Orsi”, “Bad Chili”, “Rumble tumble”, “Capitani Oltraggiosi”. Tutti editi da Einaudi.
Graffiato in caccia notturna da: ZorbaTheCat alle ore dicembre 07, 2008 15:32 | link | commenti (11) | Categoria: letture, cultura gay, appunti di vita gaya